Allora. Mi sono fidanzata. Anzi no. Non sono fidanzata. Ho un ragazzo. Che è il mio ragazzo. Si chiama Davide. Ma quanto è bello, Signore mio! È bellissimo. Lui è gentile e timido. Non so se ha capito che io sono la sua ragazza. Glielo ripeto a raffica. Ma non so se a lui è entrato nella capoccia. Comunque io per sicurezza lo dico a tutti, così tutti lo sanno. Magari pure lui. Mi sono presentata a sua mamma. Ho detto: «Io sono la ragazza di suo figlio, com’è bello!». Mi ha dato la mano. Però non sapeva cosa dirmi. E non ha detto quasi niente. Ho parlato solo io. Forse sono una famiglia che non parla. Ma io sì che parlo, avoja.
Tutti mi chiedono dove io ho conosciuto Davide. Risposta facilissima. Il mercoledì quando c’è l’appuntamento con l’Associazione a piazza Bologna. E facciamo le attività. Ogni tanto invece facciamo l’appuntamento serale, in pizzeria, per festeggiare il compleanno di qualcuno. Da poco al gruppo si è aggiunto Davide. L’ultimo compleanno è stato quello di Fatima, e non solo il suo. Hanno deciso di fare la festa al pub. Io sono molto contraria. Al pub si mangia il panino, e questo può andare bene. È buono, però il pub è assurdo perché ha le sedie alte e i tavolini alti. Salire sulla sedia è difficilissimo. E poi sto agitata e ho paura di fare un bel ruzzolone per terra. Non mangio tranquilla. E non parlo tranquilla con Davide.
Colpo di fortuna, però. Il pub era chiuso e siamo andati nella solita pizzeria e abbiamo potuto mangiare anche se non avevamo prenotato. In pizzeria sì che si ragiona. Ti siedi dove vuoi e le sedie sono giuste, basse al punto che devono essere. Non ti devi mica arrampicare come al pub. Ordini un bel supplì e una crocchetta e poi la pizza che vuoi. Qualcuno ordina la pasta. E poi la torta con le candeline perché è un compleanno. Devi solo stare molto attenta a dove sederti perché poi è difficile spostarsi. Io faccio così. Punto Davide e lo seguo, quando si siede io mi siedo accanto e non mi sposto per nessuna ragione. Se qualcuno mi dice di spostarmi io faccio finta di non sentire. Sennò, se insistono, pianto una bella grana. Ma dico io, io sono la sua ragazza e lui è il mio ragazzo, per forza in pizzeria siamo seduti vicino.